Cantiere Locorotondo

Laboratorio della pietra

CANTIERE LOCOROTONDO


Laboratorio della pietra

A cura del Comune di Locorotondo

Visita cantiere aperto presso Masseria Semeraro in contrada Semeraro e incontro con il maestro trullaro Donato Lorusso | 9:00-13:00

Aperitivo pugliese sull’aia | 12:00-13:00

 

Il paesaggio pugliese è il risultato di una serie di azioni dell’uomo sul territorio nel corso del tempo che comprendono il dissodamento dei terreni, l’utilizzo di nuove forme colturali agricole e la costruzione di manufatti abitativi e a servizio dei lavori nei campi, spesso in pietra a secco. In particolare, una riflessione sullo stato attuale del patrimonio edilizio, evidenzia due atteggiamenti contrastanti, se pur complementari: da un lato, è oggetto di abbandono da parte degli addetti alle attività primarie per la sua progressiva obsolescenza e per l’inadeguatezza ai moderni standard abitativi; dall’altro, essa è oggetto di attenzione da parte di nuovi fruitori attratti dalla qualità architettonica e ambientale. I potenziali acquirenti, oltre che alla possibilità di usufruirne per brevi periodi di soggiorno, sono spinti verso questo genere di costruzioni di modesta dimensione e spesso precarie, da altri valori non facilmente definibili, connessi al desiderio di realizzare forme insolite di evasione e nostalgici ritorni alla natura che abbiano il profumo dell’autenticità e i colori della storia delle tradizioni, dei sapori oramai persi.

Sappiamo bene che il trullo è un tipo di costruzione conica in pietra a secco, tipico della Puglia centro-meridionale. Il Trullo nasce come una tipica costruzione contadina in cui il ‘cozzaro’ (ovvero colui che coltivava la terra del padrone) poteva avere un giaciglio dove dormire e tenere gli attrezzi del campo. I lettini (generalmente semplici pagliericci poggiati sul pavimento) dei bambini erano collocati in alcove ricavate in nicchie, generate per gemmazione dalla muratura del trullo principale e separate da questo tramite tende, che sopperivano, dati gli spazi angusti, alla funzione delle porte.

Il muro a secco è un particolare tipo di muro costruito con blocchi di pietra opportunamente disposti e assemblati, senza uso di leganti o malte di alcun genere e rappresenta il primo tentativo di modificare l'ambiente sia per costruire un riparo che per delimitare un luogo. Dal 20018 divenuto patrimonio Unesco. L’intento della Conferenza è proprio quello di Costruire in bellezza, considerando le buone pratiche di intervento dei Comuni atti a sconfiggere il degrado. Per questo, il sistema domanda-offerta che caratterizza attualmente le costruzioni in pietra a secco tra abbandono e degrado, da un lato, e interventi e riuso a volte impropri, dall’altro, ci obbligano a considerare la necessità del recupero con modalità appropriate, come un passaggio inevitabile della conservazione, indispensabile per salvare un bene culturale in pericolo, benché così diffuso e così determinante per tanti paesaggi pugliesi. Le costruzioni in pietra a secco costituiscono nel loro insieme un patrimonio inalienabile di cultura materiale e di valori testimoniali, rappresentando la memoria della delle masse contadine impegnate nei secoli passati direttamente nell’opera di messa a coltura dei nuovi territori.

È per questo che abbiamo pensato ad un esperienza culturale su campo che mostri e promuova una politica generale di coordinamento delle azioni conoscitive e di valorizzazione, creando le premesse per una corretta opera di manutenzione e restauro conservativo. È infatti importante favorire il recupero dei manufatti nell’intento di salvare sia l’oggetto materiale e sia l’ambiente rurale circostante; ciò anche mediante il riuso di manufatti con una condizione di “abitabilità minima” per la residenza permanente o temporanea anche connessa alle varie forme del turismo senza snaturale il contesto per garantire il corretto rapporto tra la costruzione in pietra a secco e il suo intorno.

Alla scoperta delle piante autoctone

Visita piante autoctone, filari di uve e assaggio vini presso l’Istituto tecnico agrario Basile Caramia | 13.00-15.00

Ogni specie è legata ad un preciso ambito geografico nel quale si è originata e nel quale ha sviluppato, nel corso dell’evoluzione, legami con tutte le altre componenti degli ecosistemi naturali: per intenderci in biologia ed in biogeografia, una specie autoctona di una data regione è una specie che si è originata ed evoluta nel territorio in cui si trova (dal greco ‘autòs’ = ‘medesimo’ e ‘chthòn’ = ‘terra’).

Quello che vogliamo rimarcare è l’importanza dell’autenticità di specie conservate nel territorio della Valle d’Itria, che permettono anche la creazione di prodotti totalmente a Km zero e privi di trattamenti alteranti.

Il C.R.S.F.A. “Basile-Caramia” ne è un esempio: esso ospita a Locorotondo la più grande collezione di germoplasma del Centro-Sud Italia che, derivando da oltre 40 anni di selezione clonale, custodisce, unica nel suo genere, non solo variabilità genetica intra-specifica ma anche intra-varietale. La collezione, estesa su oltre 6,5 ettari ed attualmente in fase di riconoscimento presso la FAO, è suddivisa in 11 diversi campi distinti per origine, destinazione produttiva (varietà ad uva da tavola, vino, portainnesti), caratteristiche varietali (colore e caratteristiche aromatiche) e stato sanitario (piante madri e piante risanate).  Complessivamente ospita oltre 5.000 accessioni appartenenti a circa 550 varietà ed in particolare per 70 varietà autoctone italiane sono conservate oltre 1.500 selezioni. Il germoplasma selezionato da diverse Istituzioni scientifiche pugliesi (Dip. Di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università di Bari, Istituto di Virologia Vegetale del CNR, C.R.S.F.A. “Basile Caramia” ed Istituto Agronomico Mediterraneo) comprende varietà italiane (Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Abruzzo) ed estere (Albania, Croazia, Serbia, Tunisia, Libano, Malta, Grecia, etc.).

Non si tratta di bellezza quando si parla di autenticità della specie? Quando si promuove la conservazione della stessa? Noi riteniamo di sì e per questo abbiamo deciso di inserire una visita guidata presso il C.R.S.F.A., sito presso l’Istituto tecnico “Basile-Caramia” a Locorotondo, dove sarà possibile degustare vini prodotti con uve autoctone.